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Venerdì 19 giugno 2020, a Lecce, presso le Officine ERGOT (Piazzetta Falconieri
1/b), dalle ore 19 alle ore 21, “incontro con l’autore” dedicato alla
poesia di Dario Goffredo e alla sua raccolta di poesie (edita da Musicaos Editore)
dal titolo “Alfabeto affettivo”.
Quando la voce detta…
l’“Alfabeto affettivo” di Dario Goffredo
di Mauro Marino
“Con la parola uccido nella parola
rinasco.
A te io mi fiorisco.”
Amo la poesia quando è sorgiva, quando
muove dalla necessità e la scrittura si fa alleata, rifugio, dell’esercizio
della voce nel desiderio di far dono di sé all’altro, al mondo, nell’unicità e
nella particolarità del proprio sentire.Si è poeti quando la propria
singolarità diviene capace di dichiararsi: “La mia tristezza è frutto/ di anni
di esercizio,/ una dura disciplina/ a cui mi sottopongo./ La prova di
esistenza/ di un me stesso che non conosco”. Versi bellissimi dove
l’interrogazione sulla propria natura muove alla forma.
Per molti sensibili, la poesia nasce dalla
constatazione di una mancanza, lì dimora la verità - quello il motore - senza
artifici, senza costruzioni. Goffredo lo dichiara: “Sono io il punto che mi
manca,/ la linea tracciata sul quaderno”. C’è la verità della voce che detta il
verso, la sua natura orfica fa la scrittura con il suo incedere, il suo ritmo,
la sua sonorità capace di trasferire l’essenza di sé su un foglio e
con essa tutte le domande possibili sul chi siamo e soprattutto sul come siamo
nella deriva del tempo.
E la senti la voce di Dario Goffredo in
queste poesie tese a proteggere la fragilità, versi fatti di “poche sillabe”
che sorgono dalla “radice dei nervi”, da lì, la sua umanità “muove a
tenerezza”, eroico, eversivo in questo tempo del tutti contro tutti, della
parola scomposta, della vanità ostentata.In questo “secolo ferito, straziato/
(…) già vecchio” lui insegue: “la sillaba che non torna,/ la rima banale, il
fiore che non sa, di poter sbocciare”, l’errore che errore non è ma, guida,
invito allo stupore, all’accorgersi delle cose intorno. Un invito ad aprir la finestra:
“che entri/ aria nuova”perché “il vizio è memoria/ in forma di tela”.
Una semina di perle sapienziali
disseminate tra i versi come “L’essenza è presenza mutata in silenzio” oppure,
“non ho nulla per nutrire la pianta della gioia” o ancora “abitudine è parola
così poco sonora che a dirla brucia la gola”. E poi, e poi, e poi… val la pena
leggerlo, scoprirlo da voi, nel libro edito, nel maggio 2020,da Musicaos.
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Dario Goffredo è nato nel 1974. Vive e lavora a Lecce. Sue poesie sono apparse su
riviste e antologie. Nel 2016 ha pubblicato “Atti minimi di sopravvivenza” per
Spagine.