di Annibale Gagliani -
«Come l’incontro col passato nella festa del paese:/ un respiro trattenuto, lo sguardo che si volta/ per non vedere intatto quel sorriso/ che torna ancora uguale a ribaltare la storia./ Così il tempo riporta sempre a casa». Sono i versi di Valentina Colonna al centro della raccolta Nelle Radici (2026, Nino Aragno Editore). Parole che danzano sulle labbra degli emigranti pugliesi, tornati per una carezza fugace tra i bagliori estivi. La poetessa di origine salentina – cresciuta tra Strudà e Vernole – è una delle voci più sensoriali del panorama contemporaneo: intinge la sua penna nella passione incontaminata, costruendo un pensiero lirico col proprio corpo e i luoghi attraversati. Oggi vive in Andalusia, dove insegna Linguistica Generale all’Università di Granada, unendo in un afflato letterario Puglia e Spagna, grazie alla ricerca sui linguaggi universali dell’uomo.
La sua ultima raccolta è un viaggio emozionale alla conquista del tempo immemore, nel quale il piacere, il dolore, la dissolvenza delle origini e la nascita di nuove radici realizzano l’essere, sfuggendo alla morte. L’autrice custodisce un senso di spaesamento e prova a farsi megafono poetico delle migliaia di emigranti italiani: «Nelle Radici è un lavoro di sette anni, che si sviluppa in cinque sezioni, tra il tempo della dissolvenza, delle radici e del radicamento. E poi il Canto per Granada e i quadri cileni, con un filo rosso che è la radice, vista da più aspetti, un tema per me centrale, essendo un’emigrata. Mi accompagna lo spasamento, in primis linguistico, di chi vive all’estero e si trova in una condizione di mezzo. Certo, Granada mi ricorda molto il mio Salento.
C’è un cuore diviso, tra più case, più lingue». Granada è descritta attraverso le piccole cose, in grado di emergere dagli scorci popolari che profumano di Puglia: «Lascio in ogni angolo di barrio all’entrata delle porte un pezzo/ di pane, il cuore che il labirinto ha ridato, ha amorevolmente accudito/ e salvato nella luce delle porte schiacciate nei callejones»; e poi l’immagine poetica dell’umile mistero e del sogno da raggiungere, «In quel solo muro bianco a gradini in salita troverai/ la porticina sommessa aprire stretta a cassettoni sino al cielo». Nella geografia sentimentale di Valentina Colonna trova spazio anche il Cile: «La Spagna è una terra allegra, luminosa, e in questo libro credo che emerga. Dall’altra parte c’è l’ultima sezione dedicata al Cile, dove sono stata per un periodo di ricerca. Un luogo che mi ha fatto capire il senso della sparizione».
Mercoledì 19 agosto, alle 19.30, l’autrice presenterà la raccolta alla Biblioteca Bernardini di Lecce, insieme a un collettivo di poeti leccesi.
(Corriere del Mezzogiorno - 14 agosto 2026)
