di Renato DE CAPUA
Ogni opera artistica apre una porta del tempo, spiragli di un'altra realtà. Dai testi scritti – in poesia e in prosa – alle arti figurative, c’è una soglia su cui può avvenire un passaggio di testimone da chi abita il presente alle future generazioni. Si deve ad Antonio L. Verri (1949-1993) la teorizzazione del concetto di “stupenda generazione”, una pagina importante del Novecento letterario salentino a cui appartenevano poeti come Claudia Ruggeri, Francesco Saverio Dòdaro e molti altri intellettuali. Sulla scorta di quella esperienza nasce il Nuovopensionante, un ideale prosieguo del Pensionante De’ Saraceni, la rivista curata proprio da Verri negli anni Ottanta.
Il nuovo progetto editoriale – a cura di Francesco Aprile, Maurizio Nocera, Marco Vetrugno – ha recentemente presentato la sua prima pubblicazione: “La generazione stupenda incontra le spine”. Il lavoro dei curatori, infatti, ha portato alla realizzazione di una cartella (una tiratura di 99 esemplari) in cui coesistono le pagine vergate dalla generazione precedente e quelle delle nuove “spine poetiche”.
«Tutto il lavoro – racconta il poeta Marco Vetrugno – intende continuare a far brillare la generazione stupenda con l'intento di passare il testimone alle future generazioni di artisti e scrittori. Con questo primo lavoro si è tentato di ricomporre quella frattura che io stesso ho avvertito tra la generazione di Verri e la mia».
L'idea riprende le edizioni del Dopopensionante, un’altra iniziativa editoriale che, tra il 1988 e il 1991, portò alla pubblicazione di sei cartelle con materiali inediti di Salvatore Toma, Edoardo De Candia, Lucio Conversano, Ezechiele Leandro, Gaetano Martinez e lo stesso Antonio Verri.
| Marco Vetrugno e Maurizio Nocera |
Un’operazione in cui fu in prima linea Maurizio Nocera, antropologo, intellettuale militante e rappresentante di quell'importante stagione culturale.
«L'idea è nata – spiega Nocera – dall'incontro con Marco Vetrugno e riprende l’avventura poetica e artistica del Dopopensionante. Questa prima iniziativa e le prossime – prosegue – vogliono creare un collegamento tra la generazione verriana e le “spine”. E io sarò pronto a fornire il mio supporto affinché i giovani possano raccogliere il testimone».
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| La copertina della cartella |
La cartella si apre con una carta assorbente
originale (in varianti casuali) del maestro Antonio Massari – pittore di fama
internazionale oggi novantenne –, un manufatto prezioso a cui seguono gli altri
contributi. L'introduzione del giornalista Annibale Gagliani si propone come
testo programmatico del lavoro del nuovo gruppo appena costituito. Si chiarisce
allora che il riferimento alle “spine” deriva da alcuni versi di “Mùtilo – un
monologo per il teatro” (2017) di Vetrugno e si ribadisce che il progetto
raccoglie il “seme letterario” dei predecessori per continuare a rendere la
letteratura salentina una “materia rivoluzionante”. Successivamente, sempre in
un numero di dieci fogli per autore, sono contenute le poesie visive di Aprile,
Dòdaro (di quest'ultimo ci sono anche fotografie e scritti) e Mauro Marino
(Motus); i testi poetici di Andrea Donaera e Vetrugno; i disegni erotici di De
Candia.
Completano la cartella una lunga lettera di
Massari indirizzata a Dòdaro, scritti per Toma e Verri a cura di Nocera;
disegni di e per Verri, una selezione dei suoi versi; le lettere inedite che
Salvatore Toma scrisse per Babi, una giovane donna conosciuta a Bologna.
Il Nuovopensionante si presenta con un logo
identitario: una donna-rondine, opera di Giancarlo Nunziato, e un'esaltazione
della capacità trasformativa della parola.
Ancora una volta il Salento, forte della sua
fertilità artistico-letteraria, si propone come campo di costruzione culturale.
Del resto, proprio qui, la letteratura ha saputo farsi più volte militanza. Se
tutto ciò non dovesse bastare, c'è ancora dell'altro custodito tra queste
alette di cartone: un rapporto-avventura – espressione verriana – tra gli
autori coinvolti e un’idea laboratoriale di letteratura. Un impegno costante,
in una realtà sempre in mutamento, quasi un azzardo.

