
di Elisabetta Liguori
Se un ladro entrasse ora
in questa casa
nel buio
troverebbe le tue impronte
sui libri,
la serratura che boccheggia,
i tuoi occhi posati.
Troverebbe nei cassetti la mia forma sottovuoto
lievemente spostata a sinistra,
nell’aria
e sorpresa,
ammonticchiati
i miei cd
con i segni delle tue dita sulla polvere.
Capirebbe così, quel ladro disonorato,
d’essere arrivato tardi.
Ché lo scrigno è già vuotato.
Resterebbe forse un paio di minuti a
dirsi niente
e poi sarebbe lui a chiamare la polizia.