
Dimora
Per me abitare non è appartenere.
E' amare la mia terra
per quante vie di fuga mi regala.
Intendo le volte
- stanco della mia casa -
che mi allontano di pochi chilometri
per farmi vicino a un ulivo
per scaldarmi in una masseria
per star fuori coi cani.
Intendo le volte
che vado a spasso lungo le rive
tiro sassi contro il mare
fumo una sigaretta con la tramontana
lascio orme che l'acqua cancella in un secondo
come se le onde fossero donnole
che giocano sotto la schiuma.
Intendo le volte
che mi getto sul cibo in un osteria
come un lupo costretto a lungo al digiuno
le volte che bevo il Primitivo e avvampo
quando l'antipasto già mi ha tolto la fame
ma seguito a mangiare per puro piacere
assaporando magnifiche storie narrate
dai cibi ai miei sensi.
Intendo le volte
che arrivo alla fine di questa mia nuova terra
e i miei occhi sono obbligati a vedere
solo cielo e mare e nient'altro.
Intendo quando il sole cresce dall'acqua
come una radiosa stella del cinema
e rincasa come un antica diva fiammeggiante.
Intendo quando parole greche
entrano d'improvviso nell'autoradio
e mi prende l'idea che questa terra
appoggiata sul mare come una ninfea
viva se stessa come un'isola remota
lontana da ogni paragone
lontana da ogni altra terra
per quanto magnifica.
Abitare è amare questa terra
per quante vie di fuga mi regala.