venerdì 25 gennaio 2008

Giornata della Memoria 2008

Qualche anno addietro, per un’altra giornata della memoria, ho preso a prestito la memoria di alcune persone a me care per capire quel che non ho vissuto e ricordare, con chi portava segni indelebili di quei giorni, a chi non voleva vedere, che l’olocausto è stato ma non è uno solo. E ho scritto

NONOBLIO

…non ero ancora nato (…) Mio padre era poco più di un bambino,

ma già sapeva di fame e di guerra e di altere atrocità.

Ringrazio mia madre che, per prima, me ne ha parlato.

E un uomo di una certa età che, un giorno,

con le dita della mano sinistra ingiallite, mi offrì un’alfa senza filtro,

prima di dirmi di altre bestie, circondate da camici bianchi,

divise meno immacolate e filo spinato.

Stava cercando ancora l’uomo ch’era stato…

Non so se ci è riuscito, però mi ha insegnato che non dimenticare

significa continuare a scandalizzarsi, anche per molto meno.

Non dimenticare significa indignarsi ogni volta che qualcosa non va.

Non dimenticare significa, soprattutto, ribellarsi,

anche se la forza sembra mancare.

Quell’uomo mi ha insegnato che per non dimenticare

si deve riuscire a comprendere…

Non puoi fuggire l’orrore, mi diceva; non puoi ignorarlo…

Perché non scivoli nell’oblio, devi conoscerlo fino in fondo;

se vuoi renderlo visibile, mi diceva, devi capirlo.

Devi capirlo, per denunciarlo.

Dev’essere un orrore tuo, mi diceva, se vuoi mostrarlo e dirlo.

Ricordati di me per vedere gli orrori di sempre, mi disse l’ultima volta,

mentre consumavamo un caffè; ti basterà alzare lo sguardo,

mi disse a bassa voce,

perché le strade sono piene di gente che sta male…

Nonoblio è finito in una raccolta poetica pubblicata tre anni fa… Perché il titolo di questi versi continui ad avere un senso mi sembra giusto ripeterla a me stesso e riproporla a quanti vorranno leggerla, ma soprattutto ricordare Nino, che quei versi ha ispirato e che ora… (ve lo dirò un’altra volta), nel GIORNO DELLA MEMORIA.

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