mercoledì 2 gennaio 2008

Segnalibro del FV: Antonio Errico




segnalibro del FondoVerri



Se venite da queste parti
prendendo qualsiasi strada,
partendo da qualsiasi posto,
in qualunque ora e in qualunque stagione,
sarebbe sempre lo stesso: vi toccherebbe
spogliarvi dei sensi e della ragione

Thomas S. Eliot

Antonio Errico con il Viaggio a Finibusterrae
Lunedì 7 gennaio, alle ore 18, al Museo S. Castromediano
Intervengono con l'autore
Giovanni Invitto, Mario Pastore e Giovanni Pellegrino.



La prima pagina del
Viaggio a Finibusterrae Il Salento fra passioni e confini
Manni (2007)

Del silenzio. Della luce. Della malinconia

Non bisogna esserci nato in questi luoghi. Non bi­sogna sentire il mito nell'aria che respiri. Non bisogna avere i destini impastati con la storia. Non bisogna ave­re rimpianti, né memoria, né passioni vecchie e nuove.
Non bisogna conoscere strade e direzioni, né sapersi muovere tra i vichi ad occhi chiusi, né avere occhi abi­tuati al vorticare della luce, né un pensiero capace di confrontarsi con le ombre, con le visioni che partorisce la controra.
Non bisogna aver appreso a sentirsi parte d'infinito guardando il mare dallo strapiombo di una torre, né pen­sare a se stesso come a una delle innumerevoli voci di un racconto, di uno di quei racconti che frastornano la luna. Bisogna essere passante forestiero per capire questi luo­ghi, per riuscire a riconoscere la mistura di falso e di ve­ro, a discernere la realtà dall'invenzione, la concretezza dall'apparenza, per sprofondarci dentro e scandagliare il senso ,che si nasconde sotto una pietra, nel vuoto su­perbo di un rosone, nelle leggende custodite dalle grot­te, in un linguaggio che strascica le parole a cantilena.
Non bisogna aver udito i canti dei carrettieri, né rosari bisbigliati nella penombra delle chiese, non bisogna aver visto le anatre stramazzare sulle scogliere, né caval­li e uomini schiumare dentro i solchi, né tarantate che cercano un sollievo all'ossessione nello specchio d'ac­qua di un pozzo di scorpioni.

Non bisogna tutto questo, molto altro che questo, per capire Finibusterrae.

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