martedì 12 luglio 2011

Repentino il colpo

Cronache culturali/

Sarà presentato, oggi, domenica 10 luglio, alle 21.15, in una anteprima acustica, nell’Oasi Francescana di San Simone, a Sannicola, “Scarcagnizzu - vento dal basso”, disco d’esordio di una voce autoriale unica (e ancora segreta) del nostro Salento: Mino De Santis. Una produzione del Fondo Verri.

Mauro Marino

Arriva veloce lu “scarcagnizzu” e basso, una folata rapida che muove l'aria, un alito che ti lascia nell'interrogativo: “è venuto 'sto vento... non è venuto?”; così sono i testi di questo “cantore contadino” che nulla ha a che fare con i “cantori contadini” che la salentitudine ci ha raccontato in questi anni! Bassi e rapidi i colpi che le parole portano. Ridi e poi, subito ti chiedi... Ascolti e poi consideri! Filosofia? Forse sì. Pensamenti d'un anarchico, d'un sociologo illuminato! Certo è poesia! Autentico canto! Quello che scava, che fa l'autore “voce” di una coralità muta, d'occhi e di parole.

Undici canzoni ne Lu Scarcagnizzu, selezionate in una ricchissima produzione. Canzoni che usano il dialetto – nell'accezione tugliese - per mischiare senso e umori: la lingua della terra che meglio s’accorda al sentire, nella frontalità del ridere e del rammarico.

Un’intensa raccolta prodotta dal Fondo Verri, per l’edizione 2011 de I Luoghi d’Allerta, titolata a “le Biciclette di Bodini”, il mezzo dei contadini d'Arneo per andare alla battaglia della terra.

Scrive Marina Greco nella presentazione del disco: «Ha “una storia da raccontare” fatta di tante piccole storie Mino De Santis, cantautore ironico, paroliere salentino armato di chitarra, dallo spigliato genio pungente e sardonico. Oltre alla tormentata vicenda d’un padre annichilito dal desiderio di un maschietto, o quella del moribondo che alfin trapassa, alle poesie messe in musica per la magia della sua terra, il Salento o sua maestà l’ulivo, la voce marcata e profonda si trastulla in più o meno mascherate metafore di pregiudizi e difetti, in un’esilarante “batracomiomachia” dei caratteri salentini, passando con irriverente comicità per l’opportunismo politico, l’emigrazione, la disoccupazione, il menefreghismo, un mix coinvolgente e trascinante in cui “tutto è cultura”».

Nelle note in quarta di copertina (che sono di chi qui scrive) si commenta la scrittura di De Santis: «Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l'animo e l'occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s'inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero... Ama cantare largo mischiando gli animali alle persone che tutt'uno sono... Natura, soltanto quello. Sentire e poi mandare al fuoco, come nell'Inferno di Dante, chi non merita il dono della poesia!». Mino De Santis è accompagnato nel cd da Dario Muci, Emanuele Coluccia e Valerio Daniele, che ha anche curato la produzione del suono del lavoro.

La serata di Sannicola è a cura dell'Assessorato alla Cultura in collaborazione con la Polisportiva “M. Fedele”.

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