giovedì 16 luglio 2009

Non fidarti! Chiedilo ad un mandorlo cos'è la vita

Mauro Marino

Questa sera, per la quattordicesima volta, L'Olio della Poesia, sarà 'versato' a Serrano. L’appuntamento alle 20.45. Nel guscio di Piazza Lubelli, il pubblico incontrerà la sensibilità e la scrittura del poeta, narratore e saggista ligure Giuseppe Conte, a cui, quest'anno, andrà il prezioso premio: un quintale di extravergine di oliva.
Prima di lui, nella piccola frazione di Castrignano Salentino, s’erano sentiti Edoardo Sanguineti, Mario Luzi, Giovanni Raboni, Alda Merini, Nico Orengo, Francesco Guccini, Arturo Morales, Roberto Vecchioni, Hanan Awwad con Meir Wieseltier, Valerio Magrelli, Ruy Duarte de Carvalho, Adonis, Tiziano Scarpa.

Il classico quaderno - dono al pubblico e memoria della serata - che l'Olio edita con Manni, porta l'introduzione di Massimo Melillo, un contributo di Antonio Errico ed un'unica poesia “in quattro sezioni con andamento sinfonico” scritta da Conte per l'occasione di Serrano, un omaggio al mare: “Da ragazzo volevo imparare a camminare / su di te, leggero come un ramo, / rispondendo a non so quale richiamo / di profezia, di eresia. / Lo voglio ancora, ne voglio ancora, / di mare, di poesia. / Per tutte le infelicità, le umiliazioni / per tutto quello che di male / mi fa la terraferma, tu sei medicina/ (...) Perchè sei libero / e per i liberi, non finirò di scrivere / su di te mare, il sempre mare, non finirò di cantare / di te.”.

C'è bisogno di Poesia? Sì! E' sempre necessaria, oggi più che mai.

La Poesia è dialogo, costante sentire. Tenersi desti è la Poesia, mantenere viva la presenza e l'attenzione.

Essere liberi, come il mare che mischia segreti! Contraddizioni, inquietudini, clamori. Scoperte!

“Se non credessi che nella Poesia c'è la possibilità del cambiamento, non scriverei”, dice in conferenza stampa il poeta. E ancora:“La Poesia è resistenza alla barbarie. Ricorda all'uomo che è umano che c'è nelle cose Bellezza e che il Mito è la radice nascosta del nostro essere”.

La Natura è custode e il poeta è della natura. Esserci. Sentire. Servire la Storia. Questo il compito!

Il divenire del Tempo fa traccia alla scittura, alla sensibilità e, il Poeta, muta il suo calibro, non è utile l’accademia, l’élite alla poesia. Il popolo ci vuole, orecchie capaci di cogliere il crudo, il graffio, l’essenza e l’essenzialità d’un canto.

Il Poeta non è ricercato esteta (quello è un equivoco, quella è poesia che non serve) è Politico, il Poeta. E’ critico! E’ uomo civico! E sempre esule il poeta, non abita l’agio.

Non era tale Ugo Foscolo, che scavava nell’Illusione per trovar quiete:“Beati gli antichi che si credeano degni de' baci delle immortali dive del cielo; che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondeano lo splendore della divinità su le imperfezioni dell'uomo, e che trovavano il Bello ed il Vero accarezzando gli idoli della lor fantasia!”.
Non era tale Giacomo Leopardi che ammoniva: “E fango è il Mondo”.
E fango sì, il Mondo!
In Cecenia Natalya Estemirova è stata uccisa. Era libera, come libera era Anna Politkovskaja.
Nella piega della perdita noi siamo qui, ancora una volta a contemplare l’assenza, la mancanza, l'orrore. Non si può far festa! E quell’Olio è santo! E' balsamo etico, spirituale di fronte all’assassinio della Poesia che abita in chi si sacrifica per la verità! In chi sente di dover testimoniare sino in fondo il suo amore per la vita!
La vita? Chiedi ad un mandorlo cos’è, “a tutti i fichi degli orti / quando i rami contorti e spogli / cominciano a formicolare di germogli.”

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