martedì 26 febbraio 2008

Qualcosa sul pensiero meridiano

dopo che iersera mi so' pippato sanremo

per uscire dal coma vi do notizie sul pensiero meridiano....

perche' sanremo e' sanremo......

appena finito di suggere i testi delle canzoni? in gara (big+new proposte),mi so' beccato la pellagra,la colicisti,la peronospera..e x chiudere in bellezza...l'orchite...quando un paese? e' allo sbando,anche l'arte,la poesia,la letteratura ,la musica....riflettono l'agonia che viviamo...continuo a chiedermi se il 'mestiere'di cantante/autore sia dinastico(i figli dei pooh),se il talento(unicacosavera)possa essere creato a tavolino,scoperto sotto lenzuola(quante belle gnocche),legato alle possibilita' finanziarie,cullato in scuole di musica(ma..mogol ,pensa di essere Socrate o Platone ?)...un mio carissimo amico,EMANUELE DE ROSA,grande e grosso batterista ,scomparso nel 1999,preferi' ad un contratto con l'allora soubrette minni minoprio,un lavoro in banca e la certezza di suonare quel che sentiva nel cuore....xche' l'arte NN E' LAVORO e' TALENTO,GENIO,ispirazione passeggera,intuizione pazza,scorreggia improvvisa ,che nn puoi rinchiudere o uniformare alle regole del mercato, del business......il mondo e' bello xche' e' avariato...

ANIMALUNAE el SON SALENTINO

Cult band salentina, da anni ai primi posti delle classifiche mondiali della musica on line. Un mix di ritmi cubani, arie salentine, jazz acido e canzone d'autore. Filosofi, pensatori, precursori del pensiero meridiano pre-socratico, maestri nell'arte del dolce far niente, dell'ozio creativo. Uomini liberi, sognatori di un ritorno al "pensiero primitivo". Siamo poeti che cantano alla luna o animaluni affamati di foeminae? L'unico, il vero "son salentino" dalla terra del morso e del rimorso...

ANIMALUNAE

Filosofi, pensatori, precursori del pensiero meridiano pre-socratico, maestri nell'arte del dolce far niente, dell'ozio creativo. Uomini liberi, sognatori di un ritorno al "pensiero primitivo".

Il pensiero meridiano è l'idea che il Sud abbia non solo da imparare dal Nord, dai Paesi cosiddetti sviluppati, ma abbia anche qualcosa da insegnare e quindi il suo destino non sia quello di scomparire per diventare Nord, per diventare come il resto del mondo. C'è una voce nel Sud che è importante che venga tutelata ed è una voce che può anche essere critica nei riguardi di alcuni dei limiti del nostro modo di vivere, così condizionato dalla centralità del Nord-Ovest del mondo. Io credo che il Sud debba essere capace di imitare, ma anche di saper rivendicare una misura critica nei riguardi di un mondo che ha costruito sull'ossessione del profitto e della velocità i suoi parametri essenziali. Noi pensiamo che i Paesi del mondo siano divisi tra sviluppati e quelli in via di sviluppo e che i secondi debbano diventare come i primi. Questo è impossibile sul piano generale, perché il reddito medio dei Paesi sviluppati sarebbe impossibile a generalizzarsi, impossibile soprattutto perché ogni Paese ha una sua storia attraverso la quale può interpretare lo sviluppo, costruendolo sulla base di quelle che sono le sue esigenze, di quella che è la sua storia, la propria voce. Cantare con la voce degli altri è una falsità. Bisogna cantare con la propria e soprattutto rivendicare alcuni elementi che appartengono al Sud. Io in genere do un grande significato al tema della lentezza. Non è vero che il mondo è più perfetto man mano che diventa più veloce. Ci sono alcune dimensioni dell'esperienza che sono possibili solo nella lentezza, dall'amore alla conoscenza. Pensare che tutto possa essere compresso, reso più rapido e veloce, è un'illusione che produce una serie di patologie. Ecco, il Sud ci può aiutare a percepire le patologie che nascono da un modello nel quale lo sviluppo e la ragione non hanno più un criterio di misura, sono diventate sregolate, prive di possibilità di governo.

L'idea del pensiero meridionale non è l'idea di un pensiero unico, anzi è il contrario. Il Mediterraneo mette in contatto popoli diversi. Questa è la sua grande funzione e noi dovremmo fare in modo che il suo sia un destino di pace, di comunicazione in cui gli uomini che si incontrano alla frontiera possano guardarsi non come se fossero immagine deforme di sé stessi, ma come ciascuno che ha una propria storia da raccontare e che l’altro deve stare a sentire. È il contrario del fondamentalismo secondo cui, invece, soltanto la mia cultura è quella giusta e che l'altro, in quanto diverso da me, sia l'ingiusto, il male e dunque deve diventare come me.

Bisogna capire che gli uomini pregano in più modi e non in uno solo, parlano in più modi. Nel Mediterraneo è sempre avvenuto questo scambio di culture e io credo che, da questo punto di vista, la Grecia possa ancora insegnarci molte cose.(FRANCO CASSANO)

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