lunedì 22 ottobre 2007

Io non sono, esisto / esito

Guido Picchi al Fondo Verri

per "ipoeti" venerdì 26 ottobre 2007 dalle ore 20.00

Guido Picchi ha mani operose e occhi attenti. Fa immagini prese di lato, di sbieco che il senso viene fuori inatteso e allarga l’amaro e il ridere. Costruisce una lingua fatta di suoni, di accidenti, di repentini a capo, in cerca d’una rima per far canto. C’è musica, parole impastate di ritmo che svagano una camminata tutta tesa al cercare. Esplora il Salento lui, milanese di fresco residente a Torre Paduli, luogo di mito e di coltelli dove la danza perde i sensi nell’incontro gitano che fa sfida. Ci dice: “Non esistono domande /che non avranno risposta / solo cuori che non / sanno parlare”, “io non sono, esisto / esito / tra il dubbio e la certezza / di sostare nella nebbia / della vita che ti scorre / tra le dita monche.


Malate d’amore
Dal sole le rose
Scesero in terra
Di ogni colore.

Meriggiare pallido e assorto
Un carciofo era nell’orto
E per quanto fossi storto
Vi giuro:”non son morto!”

“ancora non sono esploso!
aspetto e godo l’istante
pregusto il giusto gusto
che avrà se arriverà e finirà
col retroamaro sapore
della vita.”

attimi fuggenti si rincorrono la notte
così t'incontro per caso e il caso si ripete
e se non ci sei.... ti sogno!

non esistono domande
che non avranno risposta
solo cuori che non
sanno parlare

io non sono, esisto
o esito
tra il dubbio e la certezza
di sostare nella nebbia
della vita che ti scorre

tra le dita monche
lento passare la mano sul mento
vano cercar di frenare la mano
garba l’idea di tagliar questa barba?
Ma vaffanculo!

La vita mi scioglie
I nodi del cuore
In un rush di dolore
Che non ha alcun sapore

di segno di vento di verso

final mente l amor te
sor prende l' anima le
si mo stra ni ti da mente

fine stra na te m’a la ta
la vi te ste(S)sa lenti na
nutri te coi (m) puri fichi
(LA) da (VA) nza li cuori

se (n) ti l’odo re
dell )a( mare (g) gia te
sà lento (s) pazza te (o)
so stare nel l’as senza

ogni tratto d’inkiostro
che segna lo foglio
mi lassa elucubrare
sull’a mi a identità

…. A (t) te (n) do so (s) peso
Tra fiato coeso
Che sta per finire
Non nel far ma nel dire

era la luna che col
suo riflesso mi
di (S) si (n) cantò
nella silente sirena
che lascia alla strenua
mano contrita
la scelta di vita

soStare pe (n) dente
su pino m’at te nde
e strane e col le gia li
s’in bianca lu na su

ho (s) messo le vesti
del fatuo splendore
di esser chi sono

è un gioco che brucia
le ali a(n)che al sole
senza pe(n)na nè dolore
sol col se(n)no dell’autore

Nessun commento: