venerdì 19 ottobre 2007

Dalla foresta brigantifera

Mi domando spesso perché vengo definito selvaggio, selvatico, naïf, infantile…

Rispetto molto le opinioni altrui, specie quelle dettate da un sano linguaggio, e le accetto; è un onore essere considerato tale e non so se me lo merito.
Solo posso dirvi che per essere tale pago prezzi elevati, non mi troverei a mio agio nel mondo cosiddetto civile che fa discorsi da grandi troppo seri per essere veri.
Sogno un mondo più vero dove tutti gli ammalati vengono curati con amore, dove tutti i piccoli hanno la possibilità di studiare e ricevere una educazione per non metterli in condizioni di sbagliare da grandi perché nessuno ha insegnato loro il vivere comune; sogno un mondo dove i vecchi, pardon, gli anziani, non vengono buttati in posti squallidi e non dimentichi nessuno che noi saremo gli anziani di domani e nutro la speranza che ci sia personale all'altezza per assolvere a questo delicato compito, più civile, sì, più civile. Scusatemi se chiedo spazio e se vendo le mie produzioni, ma lo faccio per sopravvivere e difendere il mio mondo, quello che mi è rimasto, quello che è sopravissuto all'era moderna degli scempi degli ultimi cinquant'anni.Non mi voglio atteggiare con i miei suoni e con le mie parole a paladino del passato. No!!!!!! Voglio solo difendere quel mondo che è dentro di me, che mi porta lontano ...lontano, che mi fa stare bene e che custodisco e coltivo tutti i giorni rinunciando ad un po' di civiltà.

Salvatore della foresta brigantifera.

Voci della terra
Salvatore Brigante,
La quercia e il peccatore, romanzo indipendente
2007, Periferie del mondo (Grafiche Giorgiani)

www.salvatorebrigante.it

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