lunedì 14 maggio 2007

Stasera sono io a porgerti il collo.

Manila Benedetto

da Pelle sporca, Besa - Poet/Bar

Clandestina

Capitano sono qui
nella stiva carica di merci,
sono qui nel mio rifugio
dietro il baule
tra le mappe
le lampade
i tesori.

Capitano io t’aspetto
in questa nave mercantile,
tra una sponda e un approdo
respiro i sali,

odori di spezie e alchimie.

E tu altrove, al tuo timone
dritta la direzione
spiegate le vele
alzata l’ancora,

ricordi la mia presenza

e non vieni a curarmi,

clandestina senza nome

anonimo biglietto d’imbarco.

Capitano, t’osservo questa notte
da una sponda di mondo
vedo la tua nave sparire.

Capitano, sono scesa di notte
per farmi bella,

bella per il tuo ritorno.


L’uomo sottile

Come si fa a desiderare
un uomo sottile,
da tener in tasca
- ma con la testa fuori -
per usarlo un giorno
all'occorrenza,
scioglierlo in acqua come un'aspirina,
e sciolto berlo
e digerirlo
e poi pisciarlo via
in un qualche cesso di periferia.
Un uomo così
che lo incontri per strada
e non sai nemmeno
che nome può avere.

E tu,
non sei un uomo sottile
sei un uomo
consistente,
esistente
con mente,
corpo,

sesso
e sangue
da non diluire.
Non entri in una tasca
fai spazio in borsa
- la mia borsa -
e ti nascondi per vedermi;
ed io divento piccola
e tu un uomo grande
che quelli sottili
- pisciati qua e là -
si girano dall'altra parte.


Meretrice

È notte senza senso
una come mille altre
confusa
dispersa
straniera.

È notte dalle gambe aperte
aspetta il prossimo cliente
gode
urla
ride.

È notte sguaiata e nuda
colma di lacrime e preghiere
atea
femmina
inconsistente.

Giungerà il giorno della trasformazione
spalmato sulle lenti scure
da cui osservo silenziosa e
assente
quel mondo in cui mi hanno piazzato
impreparata.

Come dietro un finestrino sporco
da cui scorre l'andare morbido
ed esasperato
di questo viaggio senza meta
di cui sono rimasta
prigioniera.


Supina, giaccio

Sembra che abbia bevuto
l'aria
perché non tocco sapore
eppure ubriaca vago
io
ripeto io
che vivo senza cognizione
di cosa significa vivere.
Io, vivo
- ripeto vivo -
leggera in una posizione supina
(che in quella posizione lì si sta meglio a far l'amore)
e mi sento
facile
- ripeto facile -
come certe

domeniche mattina.


Estasi

Quest'estasi sconosciuta
di cose belle
attese
che ti cadono addosso
tra verde e grigio
di città e di campi
in ordine inverso
come inverso è questo fosso
dove cado e mi rialzo

da dove un giorno
qualcuno mi rialzò

e m'innalzo
come fuoco
dove brucio l'essenza dei
sogni
il suo odore, acre
di cose belle
perverse
desiderate

non ho più anima
lasciata in un vicolo
come pegno di vita
ed ecco che il promesso
premio arriva
inaspettato

quando tutto
pare ancora
un anelito di cielo
in un centro commerciale
di menti.

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