mercoledì 30 maggio 2007

Sono nata con le ginocchia sbucciate

Margherita Macrì

DOVE SONO NATA IO


Io non ho fiumi
o grandi acque da cantare,
poiché sono nata
in un sole troppo forte
che non fa guardare più là.

Io sono nata con le ginocchia sbucciate
fra i gelsi neri
E le facce mature.
Io sono nata con i capelli bruciati
Appesa fra i calzoncini corti
E il tabacco a seccare.

Sono nata dove è sempre estate,
e le altre stagioni son sedute ad aspettare.
Sono nata dietro finestre
che si fanno nido di zanzare.
Dentro soffitti verdi
Di acqua che trapassa le ossa.

Dove sono nata io
Il sole si sveglia prima degli uomini
E si corica all’incontro dei mari.
io nel grembo di mia madre
mordevo papaveri rossi
E camomille sgualcite.

Dove sono nata io
È solo un ricordo,
e resta dietro di me
come passo d’anziano.
E si alzano altari alla morte
Raggirando qualunque destino.


D'ISTANTE VESTITO

Resto in questo silenzio,
malmenata come latta che non si può usare.
Mi svesto ridendo davanti allo specchio,
e isterica piango: le maglie,
ma appese al contrario
agganciate da sotto le scapole.
Quasi come se tu ti svegliassi
A testa in giù
A piedi scalzi
Sul marciapiede di fronte.
Senza voltarti,
con occhi bassi.
Guardati le scarpe, la punta,
e poi le mie, consumate
dal lastricato
approdate in una città
che scorda la pioggia.

Le calle rubate,
i cani si inseguono.
Io sono difficile,
di gusti un po’ controversi,
capricci diffusi,
cibo alternato nelle ore inattese,
senza orologio
arrivo sempre in anticipo
ad unghie mangiate,
occhi distratti,
teglie di santi
teche distanti.

Distinguo il vento
dai cuscini spostati
dai fogli macchiati,
i pantaloni riavvolti, polpacci a metà.
Io scrivo male la notte,
ma mi fa addormentare, scordare
di me. Ripiegare con te
in un sonno coi denti sporchi
i sogni già monchi
le notti di pianti
tristezze eleganti.
E tu,
addormentato
riverso.
E distante,
vestito.

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